Le storie hot di una badante mignotta

Non auguro a nessuno di rimanere solo in casa con un vostro genitore ed essere costretti a dover prendersi cura di loro quando sopravviene una malattia.

Purtroppo capita spesso ma molto meno a chi, dopo essersi separato dalla propria moglie, si ritrova a dover tornare a casa della madre anziana che, per giunta, si è appena rotta il femore.

Probabilmente sono uno sfigato e sto attraversando un momento molto duro. Invece di avere storie hot con altre donne per caratterizzare il matrimonio che sta per fallire, mi ritrovo a selezionare badanti di varia nazionalità per far fronte a questa emergenza sanitaria.

Prima una signora rumena di 58 anni. Brava e con una certa esperienza ma non parlava una cippa di italiano. Una vera impresa capirsi e capirla. Poi una donna capoverdiana di 40 anni. Anche lei aveva lavorato con diversi anziani ma aveva quattro figli e troppe esigenze di orario per poter assistere una donna anziana costretta a letto.

Ecco che la fortuna,ogni tanto, viene in soccorso alle persone disperate. Si presenta una ragazza italiana, anche lei appena separata e con un bisogno estremo di lavorare. Si chiama Roberta ed ha 34 anni. Una figa della madonna a dire il vero. Una che la guardi in mezzo alla strada e che non ti spieghi come mai il marito l’abbia lasciata. Una femmina come Roberta si tromba ma non si lascia ed anche quando ti ha messo qualche cornetto si perdona perchè a pecora deve essere uno spettacolo con quel culo a mandolino a stento contenuto in un paio di jeans troppo attillati.

Assunta subito dopo aver pattuito compenso,orari e tipo di attività da svolgere giornalmente. Roberta poi era anche una ragazza molto socievole; una di quelle giovani signore con il sorriso sempre stampato in faccia e che, anche nei momenti difficili, trova sempre il modo di cavarsela anche se costretta a lavorare. Io la trovavo molto interessante come persone e , anche se non avevo molto tempo per starle a parlare, la vedevo muoversi molto bene ed a suo completo agio in questa sua nuova esperienza. Poi con mia madre si comportava veramente bene; socievole e sempre di buon umore faceva ridere mia madre dalla mattina alla sera. Insomma una cosa positiva in mezzo ad un mare di merda. Questa era la mia vita e dovevo farmene una ragione.

Ma ben presto quella ragazza mi entrò nella testa. Non riuscivo a non pensarla. Mi piaceva il suo carattere e mi piaceva il suo fisico. Non nascondo che, in preda ai miei momenti di depressione serale, mi sono fatto un paio di segoni immaginando di scoparmela. Anche lei, devo dire, nutriva un certo interesse per me. Forse le facevo anche un po’ pena; mi vedeva nella sua stessa situazione e questo ci rendeva complici in molte cose.

Una sera , infatti, dopo aver fatto coricare mia madre, venne a sedersi davanti il televisore del salotto dove stavo vedendo una partita della champion solo soletto assieme alla mia chimay tappo rosso, una compagna di vita fedele e consigliera.

Cominciò a farmi domande sulla mia vita, se avevo figli e come mi sentivo. Io le rispondevo in maniera quasi automatica, immerso in quel mio universo di separato calcio dipendente. Ma poi lei mi mise una gamba sopra la mia e una vera esplosione universale, una sorta di big bang , suonò fragoroso nel mio cervello. Cazzo ! pensai. Che coscia …. Ho una donna accanto a me e sto facendo il coglione guardando la partita ? Non ci penai due volte e cominciai ad accarezzarle le gambe. Era sode e lisce e soprattutto profumate. Una sensazione che avevo dimenticato quella. Me ne resi conto troppo tardi ma già stavo limonando con la badante di mia madre e la cosa la trovavo terribilmente sexy. Dopo una decina di minuti di baci e carezze sul divano me la portai in camera mia.

Eravamo entrambi molto eccitati e, appena chiusa la porta ed esserci accertati che mia madre dormisse, ci buttammo sul letto. Un vero turbine di passione ci travolse. Io cominciai a baciarla dappertutto. Le infilia la mia lingua sulla fica e la colpi in maniera netta e decisa facendola tremare. Lei chiuse gli occhi e si girò di un lato. Voleva essere trombata, lo sentivo e lo volevamo entrambi. Le entrai dentro e cominciai a scoparla. Una lenta,complice e molto passionale trombata. Non uscivo il mio cazzo. Lo tenevo tutto dentro e poi ancora più in fondo. Le sborrai dentro senza accorgermene e nella maniera più naturale possibile.

Oggi io e Roberta abbiamo una relazione. Ci siamo ritrovati in un momento di reciproco bisogno ed abbiamo avuto una vera intesa sessuale fin dal primo giorno.

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