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Marta la mamma troia della 2 B

Anche l’anno scorso avevo avuto modo di notare alcune delle mamme delle compagne di scuola di mia figlia Francesca. Lei frequenta la seconda media ora, in una istituto vicino casa, ed ogni mattina è un via vai di belle gnocche tirate a lucido già alle otto come se dovessero andare a qualche cerimonia di gala o in discoteca.

Una in particolare, vera milf troia italiana che ti sogneresti in vere storie hot di sesso selvaggio, ogni santo giorno sfoggiava uno dei suoi completini super sexy, attillato e molto intrigante. Lei si chiama Marta ed è una donna che si fa proprio guardare. Alta,snella,capelli color castano chiaro ed un visino da troia navigata che lo fa diventare duro al primo sguardo.

Io l’avevo già notata alle riunioni con i professori l’anno scorso. Qualche sorriso di convenienza ma mai niente che lasciasse capire che la porcona volesse intavolare una discussione con me oltre al saluto quando ci incontravamo.

Ma al rientro dalle vacanze estive qualcosa era cambiato. Marta, così si chiama la mamma della compagna di classe di mia figlia, si era separata dal compagno dopo un paio di anni di convivenza. Lo avevo saputo tramite le solite chiacchere di corridoio con altri genitori.

Lei lo aveva trovato a letto con un’altra donna e lo aveva mollato in malo modo. Ed ora era ancora più bella e mignotta di prima. Si capiva a distanza di chilometri che era in cerca di cazzi. Già dai primi giorni di scuola la vedevo sempre circondata dai papà delle altre compagne. Una chiacchera davanti la scuola aspettando che i ragazzi entrassero in classe e poi un bel caffè in compagnia al bar accanto. Un modo per socializzare per lei e per cercare di rimorchiare una bella gnocca per loro, speranzosi quanto infruttuosi maschi alfa in competizione fra di loro pur di farla ridere e divertire.

Io in un primo momento mi sono limitato a fare l’osservatore imparziale. Non volevo certo farmi coinvolgere in una sorta di assalto alla femmina da parte di maschi arrapati e decisamente imbranati. Volevo distaccarmi da quel comportamento che, ai miei occhi, sembrava così ridicolo ed improbabile.

Ma pian piano lei cominciò ad interessarsi a me. Forse non si riusciva a spiegare come mai il la ignoravo completamente. Prima un sorriso in lontananza fino ad arrivare ad una stretta di mano e, dopo qualche settimana, siamo arrivati a salutarci in maniera molto affettuosa con un bacio sulla guancia.

Lei mi teneva d’occhio, lo vedevo e lo percepivo. Ogni mattina lei mi aspettava sempre nello stesso angolo della strada e guardava in giro aspettando che io arrivassi con lo zaino di mia figlia in spalla.

Una di quelle mattine di novembre in cui comincia a piovere e lo fa in maniera incessante proprio in prossimità dell’ingresso dei ragazzi a scuola, Marta non c’era. O meglio era dentro la macchina e,comprensibilmente, non voleva certo prendersi la pioggia. Appena mi vide arrivare mi fece segno prima con il clacson e poi con la mano. Voleva che salissi nella sua macchina ed io, dopo aver accompagnato dentro l’androne della scuola mia figlia, la raggiunsi e mi fiondai dentro la sua utilitaria. Era un vero schianto. Bagnata a causa della pioggia ed aveva un vestitino veramente arrapante. Me la sarei scopata proprio lì, in macchina e davanti il via vai di genitori affrettati ad accompagnare i loro pargoli dentro la scuola.

Lei aveva un piglio diverso quella mattina, forse ancora più da troia. Mi disse senza giri di parola che non scopava da quasi un mese e che, per una come lei, significava essere in piena crisi di astinenza.

Io le sorrisi. Sapevo cosa voleva. Andiamo a casa tua, le chiesi ? Lei mi disse che non vedeva l’ora. Poi con quella pioggia cosa ci sarebbe stato di meglio se non una bella scopata sotto le coperte. Ingranò la prima e si diresse spedita verso casa sua. Io non stavo più nella pelle. Soltanto l’idea di fottermi una femmina bella, vogliosa e porca come Marta mi faceva venire il cazzo duro come il marmo.

Arrivammo a casa sue che,in fondo, dista appena cinque minuti dalla scuola. Un residence molto riservato con parcheggio auto proprio sotto casa. Un bel posto tranquillo che avevo visto passando con la macchina ma che non conoscevo.

Lei nel frattempo era diventata più audace. Mi aveva messo una mano sul culo. In genere sono gli uomini che lo fanno ma lei mi anticipò senza alcun tipo di pudore o remora.
Siamo saliti nel suo bivano arredato al terzo piano e sono stato letteralmente aggredito da una vera femmina in calore. Mi ha strappato i vestiti ed ha cominciato a baciarmi ed a mordermi come una vera pantera. Una troiona incredibile che aveva degli appetiti sessuali incredibili e mi stava facendo la pelle. Non riuscivo a tenerla a bada. Mi leccava dappertutto e cominciò a mordermi la cappella mentre con un dito mi esplorava il buco del culo.

In preda alle sue voglie mi sono ritrovato a pecorina mentre lei mi leccava il buco del culo e mi segava il cazzo. Una vera puttana senza freni . in quel momento io capìì che dovevo prendere l’iniziativa altrimenti mi avrebbe fatto soccombere molto presto. Le misi il mio cazzo in bocca e le infilai tre dita nella fica. Lei aveva la passera fradicia e tutta bagnata ma ,quando la penetrai, mi esplose in mano. Stava già godendo e lo stava facendo come una fontana. Da magnifica puttana si è fatta scopare in tutte le posizioni. Io ero esausto ma non riuscivo a tenerla a freno. Le ho goduto sul culo e mi sono adagiato completamente privo di forze accanto a lei che, nel frattempo, emetteva piccoli gemiti di piacere.

Che trombata ragazzi; non la dimenticherò mai più.

 

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